L’impianto

I rifiuti: quali e quanti

L’impianto è stato dimensionato e progettato per servire un bacino costituito da una parte dei comuni della Città Metropolitana di Milano.

In particolare, l’impianto tratterà tutti i rifiuti organici prodotti in 17 comuni, tra cui quelli soci di AMGA Legnano (Legnano, Parabiago, Canegrate, Villa Cortese, Arconate, Buscate, Magnago, San Giorgio su Legnano, Dairago, Robecchetto con Induno e Turbigo) e quelli dove oggi AEMME Linea Ambiente esegue la raccolta (i precedenti comuni soci più Gallarate, Cuggiono, Boffalora Sopra Ticino, Ossona, Marcallo Con Casone e Magenta).

Oggi questi 17 comuni conferiscono il loro rifiuto organico in impianti collocati fuori bacino, sostenendo dunque elevate tariffe di smaltimento e di trasporto e con evidenti ricadute sull’inquinamento.

L’impianto tratterà e recupererà tutto il rifiuto organico prodotto localmente e conferito dai comuni elencati per il tramite di AEMME Linea Ambiente: tale quantità impegnerà oltre il 60% della capacità di trattamento e recupero dell’impianto.

La digestione anaerobica: come funziona

Biometano  

Produzione stimata

4 milioni m3

Una quantità che consente
di soddisfare i bisogni di 2.857 famiglie.

Compost  

Produzione stimata

14.000 tonnellate

Il sistema impiantistico previsto è costituito da due sezioni di trattamento diverse: una per la produzione di biometano, l’altra per la produzione di compost di qualità.

Il biometano

Il progetto prevede un impianto di digestione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno) dei rifiuti organici per la produzione di biogas. Attraverso un passaggio successivo, detto di purificazione del biogas (upgrading), si ottiene il biometano. Si tratta di un “sistema chiuso” in cui la fermentazione avviene in ambiente sigillato.

La produzione di biometano stimata è pari a circa 4 milioni di metri cubi/anno: una quantità che consente di soddisfare i bisogni di gas naturale di circa 2.860 famiglie all’anno.

Il compost

Questa seconda linea serve per la produzione del compost: il progetto prevede un’area in cui il materiale in uscita dal processo di digestione anaerobica, cioè il digestato, viene stabilizzato per produrre compost con alto contenuto fertilizzante per il terreno.

Come funziona

Il processo prevede diverse fasi. Ciascuna fase si svolge in una specifica area dell’impianto.

  • Ricezione dei rifiuti organici FORSU e verde;
  • Pre-trattamento;
  • Digestione anaerobica;
  • Upgrading del biogas per la produzione di biometano;
  • Connessione alla rete SNAM di trasporto del gas naturale per l’immissione del biometano;
  • Compostaggio del digestato per la produzione di compost di qualità;
  • Depurazione delle arie esauste;
  • Depurazione delle acque reflue e di processo.

La digestione
anaerobica

Diversamente dagli impianti di solo compostaggio, tecnologicamente incompleti, l’impianto di Legnano si avvale della tecnologia di digestione anaerobica del rifiuto organico: a fare la differenza è l’assenza di ossigeno e di contatto con l’ambiente esterno. Il processo è un sistema “chiuso” che avviene dentro reattori sigillati ermeticamente: una scelta che risolve alla radice il tema delle emissioni odorigene.

Si è scelto comunque di dotare l’impianto di un sistema per la captazione delle emissioni odorigene e di un programma di controllo e manutenzione costante del processo.

Tecnologia, ambiente e salute

La formazione di odori molesti in questa tipologia di impianti è dovuta prevalentemente ai fenomeni di fermentazione dei rifiuti. Al fine di abbattere queste emissioni, oltre all’adozione di una tecnologia di processo finalizzata alla produzione di biogas in ambiente privo di ossigeno e completamente ermetico (camere di digestione anaerobica), è stato previsto un sistema di trattamento spinto dell’aria di processo proveniente dalle aree produttive del capannone.

La tecnologia
utilizzata per
abbattere le
emissioni
odorigene

Per minimizzare la dispersione in atmosfera delle emissioni odorigene, si è scelto di dotare l’impianto di un sistema per la captazione e il trattamento delle arie di processo e di un programma di controllo e manutenzione costante.

L’impatto odorigeno sul territorio sarà mitigato adottando un sistema di captazione e depurazione delle arie costituito da torri di lavaggio, utili all’umidificazione del flusso di aria e all’abbattimento di gran parte dell’ammoniaca in essa presente, e da un biofiltro per la rimozione dei restanti inquinanti aerodispersi.

Per evitare la fuoriuscita di odori molesti, il capannone sarà mantenuto costantemente in depressione e gli accessi carrabili saranno dotati di porte ad impacchettamento rapido.

Inoltre, in fase di gestione saranno adottate specifiche misure al fine di limitare le emissioni odorigene, quali:

  • pulizia delle aree di lavorazione interne ed esterne;
  • chiusura dei portoni del capannone durante le fasi di lavorazione;
  • sistemi automatici di regolazione delle aperture dei portoni;
  • impiego della soluzione impiantistica bussola filtro come presidio in corrispondenza dei portoni di accesso alla zona di scarico e pretrattamento dei rifiuti.

Il progetto proposto punta a ridurre al minimo l’impatto ambientale e consente di realizzare tutte le operazioni in assoluta sicurezza.

Ambiente e salute

Ambiente
e salute

Per la sua tipologia e per le tecnologie applicate, l’impianto non produrrà emissioni significative nell’aria.

Particolare cura è stata posta nel trattamento delle emissioni odorigene.

La scelta tecnologica adottata incide drasticamente sulle emissioni odorigene, poiché la produzione del biogas avviene in ambiente privo di ossigeno e completamente sigillato.

Per minimizzare la dispersione in atmosfera degli odori sono stati inoltre previsti diversi sistemi:

  • porte ad impacchettamento ad ogni varco,
  • capannone collocato in depressione,
  • sistemi di captazione e depurazione delle arie con torri di lavaggio,
  • biofiltri per la depurazione dell’aria.

L’impianto sul territorio

Al fine di limitare le interferenze con la viabilità stradale di Via Novara e ottimizzare l’immissione nella rete viaria cittadina, la nuova configurazione planimetrica prevede:

  • nuovo svincolo stradale;
  • due stazioni di pesatura, una per senso di marcia;
  • corsia interna al sito per gli automezzi eventualmente in attesa per le operazioni di pesatura;

Questo permette di non impattare sui flussi veicolari di Via Novara in prossimità dell’impianto e di agevolare le manovre di ingresso/uscita dei mezzi di conferimento al/dal sito impiantistico e di limitarne al massimo i tempi di attesa e permanenza.

Gli orti didattici saranno gestiti direttamente da Asja. La finalità degli orti è la partecipazione proattiva di cittadini, residenti nei comuni appartenenti al bacino di utenza di AEMME, per i quali, con la collaborazione di istituzioni, scuole, comitati e associazioni, sarà possibile programmare percorsi didattici e formativi finalizzati a mostrare e valorizzare:

  • il riutilizzo del compost di qualità prodotto dall’impianto di trattamento rifiuti;
  • il riutilizzo delle acque industriali prodotte, opportunatamente trattate e depurate.

Si prevede la programmazione di percorsi formativo-didattici per consentire ai partecipanti di seguire attivamente il ciclo vegetativo delle colture negli orti e nelle serre e di comprendere a pieno l’importanza della concimazione con compost di qualità e la possibilità di irrigare con acque depurate.

I vantaggi economici

Lavoro

Durante la gestione
lavoreranno in impianto
8 figure professionali

Asja investirà nell’impianto di trattamento e recupero dei rifiuti organici attraverso la digestione anaerobica e compostaggio per la produzione di biometano e composto di qualità in forza di una concessione di 22 anni da parte di AMGA Legnano S.p.A. e AEMME Linea Ambiente S.r.l. L’investimento ammonta a circa 19 mln€ a totale carico di Asja per la progettazione, realizzazione e gestione dell’impianto, orti didattici inclusi.

Durante la gestione lavoreranno in impianto 8 figure professionali.

AMGA e AEMME non avranno indebitamento ma, anzi, AMGA riceverà un canone di concessione annuale ed una tariffa di conferimento all’impianto agevolata ed inferiore rispetto ad ora di circa un 20%.

Best practice

La digestione anaerobica ha avuto un forte slancio a partire dal decreto biometano del 2013, momento di grande sviluppo di impianti di digestione anaerobica di biomassa agricola equipaggiati con tecnologia per la digestione ad umido (wet). AMGA, sulla scia della tecnologia degli impianti “agricoli”, ha progettato, fatto autorizzare e inizialmente presentato in gara un progetto basato su tecnologia wet, tecnologicamente meno vantaggiosa rispetto a quella a semi-dry, per la produzione di energia elettrica, economicamente meno vantaggiosa rispetto a quella del biometano.

Asja ha così migliorato il progetto presentando un processo di digestione anaerobica di tipo semi-dry che ha i seguenti vantaggi:

  • riduzione consumi di acqua;
  • riduzione rifiuti liquidi in uscita;
  • riduzione consumo di suolo;
  • riduzione dell’impatto visivo;

Il processo di upgrading per la produzione di biometano ha invece i seguenti vantaggi:

  • sostenibilità economica dell’impianto per effetto dei nuovi incentivi sulla produzione di biometano;
  • riduzione delle emissioni, perché il biometano prodotto sarà immesso nella rete di trasporto SNAM.

ASJA ha realizzato un altro impianto a Foligno con la medesima tecnologia di digestione anaerobica semi-dry.

Altri impianti

In Italia sono stati
realizzati i seguenti
impianti con
tecnologia semi-dry
(attualmente operativi)

Fogliolina   Faedo (TN)

Fogliolina   Narni (TR)

Fogliolina   Novi Ligure (AL)